Giugno è stato un mese piuttosto intenso per gli AI agent.
Alla Build 2026, Microsoft li ha messi al centro della propria visione, mostrando un futuro in cui il software riceve obiettivi invece di limitarsi a eseguire comandi. Non è un caso. McKinsey sostiene che entro il 2030 gli AI agent potrebbero orchestrare fino a cinque trilioni di dollari di ricavi a livello globale.
Dietro questi numeri, però, si nasconde un cambiamento ancora più interessante.
Prima della standardizzazione.
L’AI potrebbe riportare al centro una domanda che il cloud e il modello SaaS avevano progressivamente spostato sullo sfondo: come lavora davvero questa organizzazione?
Prima che il software diventasse un servizio distribuito su larga scala, comprendere processi, regole operative ed eccezioni era spesso il punto di partenza dei progetti enterprise.
Poi internet, il cloud e il SaaS hanno cambiato le cose, e milioni di aziende hanno iniziato a utilizzare gli stessi strumenti, sempre aggiornati e veloci da implementare. Il vantaggio è stato enorme, ma con una conseguenza inevitabile: utilizzare gli stessi software ha significato condividere anche gli stessi processi.
Per quasi vent’anni è stato un compromesso conveniente. Oggi gli AI agent aprono una nuova possibilità: costruire sistemi che partono dal modo in cui ogni azienda lavora, invece di costringerla dentro processi già definiti.
Dal prompt al processo.
Gli AI agent ricevono un obiettivo, utilizzano strumenti, supportano o automatizzano decisioni entro regole, soglie e responsabilità definite e portano avanti interi processi di lavoro.
Sempre più spesso iniziamo a delegare all’intelligenza artificiale attività complete, non singole richieste. Uno studio pubblicato a fine giugno dai ricercatori di OpenAI mostra che gli utenti attivi settimanali di Codex sono aumentati di oltre cinque volte tra gennaio e giugno 2026, mentre la quota di utenti che delega agli agenti attività superiori alle otto ore di lavoro umano è cresciuta di quasi dieci volte.
Il segnale è chiaro: gli agenti stanno passando da assistenti conversazionali a collaboratori operativi.
Il software si adatta all’azienda.
Un agente può utilizzare software già esistenti, accedere ai dati dell’organizzazione e coordinare attività tra sistemi differenti.
Il valore dipende quindi sempre meno dall’accesso alla tecnologia e sempre più dalla capacità di trasformare il modo in cui una determinata organizzazione lavora in un sistema costruito intorno alle sue esigenze.
Per noi questa logica non è nuova. È il principio da cui partiamo da sempre quando progettiamo software su misura: prima di scegliere tecnologie, modelli o automazioni, studiamo come un’azienda prende decisioni, gestisce le eccezioni e organizza il proprio lavoro. Tradurre questi elementi significa trasformare il funzionamento dell’organizzazione in architetture, interfacce, integrazioni e strumenti capaci di supportarlo, automatizzarlo e farlo evolvere.
Gli AI agent possono entrare in questi sistemi come una nuova componente, utilizzando dati, regole e permessi per operare entro responsabilità definite. Quando integrati in un software costruito intorno all’organizzazione, ne ampliano le possibilità e diventano parte concreta del lavoro quotidiano.
L’intelligenza artificiale rende quindi ancora più importante ciò che viene prima del codice. Allo stesso tempo, rende il codice decisivo per trasformare quella conoscenza in un prodotto affidabile, utilizzabile e scalabile.
Il vantaggio non si è mai spostato.
Abbiamo spesso pensato che il vantaggio competitivo fosse il software. Poi il cloud. Oggi pensiamo che siano i sistemi di intelligenza artificiale.
Eppure le tecnologie diventeranno sempre più accessibili. Ciò che resterà difficile da replicare sarà il know-how di ogni organizzazione: il modo in cui prende decisioni, affronta le eccezioni, esegue i propri workflow e porta avanti il lavoro.
È qui che il software su misura assume un ruolo ancora più importante. Può trasformare questa conoscenza in processi più efficaci, strumenti proprietari e modalità di lavoro capaci di evolvere insieme all’azienda.
Per quasi vent’anni molte aziende si sono adattate a software standard. Ora gli AI agent possono entrare in sistemi progettati per fare il contrario: adattare la tecnologia al modo in cui ogni organizzazione lavora.
Per noi questo rappresenta l’evoluzione del metodo che seguiamo da sempre: prima attraverso applicazioni, architetture e integrazioni su misura, oggi anche attraverso agenti capaci di operare al loro interno.
Il vantaggio è sempre stato dentro l’azienda. I software su misura possono trasformarlo in un sistema proprietario, scalabile e difficile da replicare. E ora gli AI agent, integrati al loro interno, possono estenderne ulteriormente le possibilità.