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    [post_content] => Stai pensando di avviare la tua start up? 

Ok, è giunto allora il momento di definire il Business Model!
Se non sai cos’è ti conviene leggere quest’articolo.

 

Business Model: cos'è

Il Business Model è la risposta alla domanda “E ora come faccio i soldi?” Tutti i processi e le politiche aziendali che una start up adotta fanno parte del modello di business.  Prima di arrivare a stabilire un modello valido, però, devi prima sapere chi è il tuo target, quale valore puoi generare per loro e come farlo restando competitivo a costi contenuti. Quindi, un Business Model è il mezzo con cui la tua start up crea, distribuisce e acquisisce valore per sè e per il cliente. Il modello di business si può riassumere in 3 macro-aree:
  • la prima area riguarda la progettazione e produzione del prodotto/servizio;
  • la seconda area riguarda la vendita del prodotto, dal target alla distribuzione;
  • l’ultima area concerne il modo in cui il cliente pagherà e quindi come la tua start up diventerà sostenibile.
  Business Model

Come scegliere il modello di business

Ecco alcuni aspetti fondamentali da prendere in considerazione per scegliere il Business Model più adatto al proprio progetto imprenditoriale:
  1. La tua idea attacca una potenziale nicchia di mercato? Ricerca il TAM (mercato totale disponibile), il SAM (mercato potenzialmente disponibile) e il SOM (mercato realmente ottenibile) e verifica se il tuo progetto interessa ad un bacino di utenti, altrimenti il tuo business non sarà sostenibile.
  2. Sai già chi sono i tuoi competitor? Fai un’analisi dei competitor e scopri quale valore in più puoi offrire rispetto a loro. In realtà avere dei competitor non è una cattiva notizia, puoi prendere spunto e migliorare il tuo servizio, ma attenzione ai mercati troppo saturi!
  3. Hai definito l'immagine del tuo cliente tipo? Per farlo puoi procedere con una Customer Discovery.
Una vola risposto con cura a queste domande e definito in maniera specifica il contesto nel quale si inserisce la tua start up, puoi procedere con la scelta del Business Model da adottare.   flusso business  

5 tipologie di Business Model

I modelli di business tra cui scegliere sono tantissimi, perché ogni start up ha delle specificità diverse e dunque diversi metodi per trarre profitto dalla propria attività. Ecco però una breve panoramica con i più famosi modelli di business:  
Marketplace 
Il modello marketplace ottiene ricavi mettendo in contatto due parti: l’utente che compra e l’utente che offre. Per costruire un marketplace servono brand, qualità e trasparenza. Esempi famosi di marketplace sono: Amazon, Airbnb o Uber.  
Freemium
L’obiettivo del Business Model freemium è offrire un prodotto gratuito limitato, con funzionalità aggiuntive disponibili solo per gli utenti premium (colore che pagano il servizio). Per raggiungere più utenti premium possibili, bisogna essere estremamente persuasivi, mostrando gli enormi vantaggi nel fare questo upgrade.  
Acquisti in-app 
Con questo modello si offre un’applicazione, gratis o a pagamento, che fornisce ulteriori servizi e/o bonus tramite acquisti in app. Pensiamo a Candy Crush o al fenomeno Fortnite. Queste due piattaforme attraverso la gamification, ottengono revenue attraverso la vendita di bonus e/o vite per continuare a giocare e rimanere sulla piattaforma.  
Pay as you go
In questo caso il cliente paga il suo consumo effettivo del servizio. Le offerte infatti sono personalizzare in base all’utente, dando la possibilità di essere usate quando e come vuole il cliente. Il Pay as you go viene utilizzato per esempio dai servizi di car sharing, dove si paga l’utilizzo del mezzo di trasporto.  
Affiliate Marketing 
Questo modello è basato sulle commissioni. Il lavoro dell’affiliato ruota intorno alla promozione di un prodotto di un partner e convince i suoi seguaci e altri utenti ad acquistare quel preciso prodotto. In cambio riceve una commissione per ogni vendita. Un esempio di Affiliate Marketing è Amazon in quanto, se un utente sul suo sito sponsorizza un prodotto del noto marketplace statunitense, e poi viene acquistato su Amazon tramite il link fornito dall’affiliato, questo percepirà la sua commissione.   shopping online   Scegliere il giusto modello di business è un'attività cruciale che pregiudicherà l'andamento complessivo della start up! Bisogna porre dunque particolare attenzione agli aspetti che caratterizzano la propria offerta e capire quanto e come sarebbe disposto il cliente finale ad acquistare.  
In Next, la scelta del Business Model per le start up con cui collaboriamo è un momento molto importante. Per farlo, dunque, partiamo sempre da un'attenta analisi di mercato e della concorrenza. Non solo, effettuiamo test, raccogliamo i dati e misuriamo i risultati così da apportare gli aggiustamenti necessari, come il Metodo Lean Start Up insegna.
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Business Model: cos'è e come sceglierlo

Stai pensando di avviare la tua start up?  Ok, è giunto allora il momento di definire il... Continua a leggere

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    [post_content] => Il Funnel AARRR, coniato da McCluan - imprenditore di successo e co-fondatore di "500 startup" - è l'acronimo di Acquisition, Activation, Retention, Revenue e Referral.

Questo Funnel è chiamato anche metriche pirata in quanto le iniziali formano la parola “AARRR” che ricordò all’autore il “verso” di un pirata.

Di Funnel se ne parla ormai da decenni, ed è chiaro il suo ruolo all'interno delle strategie di marketing: comprendere in quale fase del viaggio il cliente si trovi per portarlo all'obiettivo ultimo, ovvero la conversione.

 

Customer Journey

Per comprendere appieno il Funnel AARRR è essenziale partire da un concetto fondamentale nel marketing: il Customer Journey. Modello di marketing utilizzato per descrivere e analizzare il path to purchase, ossia il percorso che porta il consumatore all’acquisto di un determinato prodotto o servizio. Questo consiste nel "Viaggio del Cliente". In sintesi, il cliente nel processo di acquisto si sposta dalla fase iniziale di valutazione del prodotto a quella ultima di acquisto attraverso una serie di passi che definiscono un vero e proprio viaggio. Step dopo step gli utenti lasciano delle tracce, ovvero dei dati, che analizzandoli forniscono informazioni utili riguardo ai touchpoint esatti in cui l’utente ha avuto difficoltà, si è bloccato, non è stato in grado di procedere avanti o ha trascorso troppo tempo. Elaborando poi queste informazioni è possibile migliorare quella fase problematica e ottimizzare l’intero processo, facilitando la conversione. Dal Customer Journey si passa al concetto di Customer Funnel riferendosi in Italia al cosiddetto imbuto del marketing. Viene chiamato così per la sua forma che da ampia si restringe sempre di più somigliando appunto ad un imbuto. Questo assottigliarsi è dovuto al fatto che mentre le prime fasi raggiungono più facilmente un numero ampio di consumatori, più ci si avvicina all'acquisto e più queste diminuiscono in termini di quantità.
Customer Journey
Fonte: insidemarketing.it
 

Funnel AARRR: come funziona

Argomento molto caro all’ambiente delle startup e ai professionisti del growth hackingla sua utilità è sostanzialmente quella di categorizzare diverse metriche utilizzando gli step del Funnel. Sostanzialmente, consente di individuare in maniera semplice e immediata le metriche da tenere d'occhio in base alla fase in cui si sta lavorando. In questo modo si possono apportare aggiustamenti, migliorie e modifiche proprio su quanto si è appreso in precedenza. Il mondo delle start up ha delle proprie regole e queste seguono un processo di crescita particolare rispetto ad altre aziende. Per questo motivo nel funnel ci si è concentrati su obiettivi diversi da raggiungere, in cui l'azione non è necessariamente l'acquisto ma anche l'iscrizione alla newsletter o la prova del prodotto. Funnel AARRR Next Adv  

Le 5 fasi del Funnel AARRR

Sono tanti i modi per misurare il successo di una startup, ma se si intente veramente sapere come far crescere il  proprio business e aumentare il numero di clienti, la risposta non può che essere una: le metriche pirata. Il Funnel AARRR, è composto da 5 fasi:
  • Acquisition
  • Activation
  • Retention
  • Revenue
  • Referral
È importante sottolineare che si tratta di un modello e, in quanto tale, non rappresenta i comportamenti effettivi degli utenti o dei clienti. Invece, questa è una semplificazione che aiuta a identificare le azioni cruciali e le tattiche di marketing da attuare per assicurarsi che un utente diventi un cliente pagante.
Funnel AARRR
Fonte: Medium.com

1. Acquisition

Come posso fare in modo che i potenziali clienti mi trovino?
La fase di acquisizione è solitamente quando un utente o potenziale cliente viene a conoscenza dell'esistenza di un determinato brand. Affinché questo avvenga, non basta un singolo touchpoint ma è necessario utilizzare più canali di marketing. Quelli che vengono maggiormente utilizzati per ottenere la visibilità necessaria sono:
  • SEO (Search Engine Optimization) o ottimizzazione per i motori di ricerca. Si tratta di un canale primario in quanto consente di ottenere visibilità proprio nel momento in cui un utente è alla ricerca di un determinato prodotto/servizio.
  • SEM (Search Engine Marketing) è la capacità di ottenere visibilità pagando delle inserzioni affinché il proprio business possa essere visualizzato su ricerche specifiche effettuate dagli utenti.
  • Social Network, attraverso la pubblicazione di contenuti di valore e campagne a pagamento si può raggiungere un numero molto ampio di utenti mirati.
  • Blog, anche se negli ultimi anni più volte si è posto il dubbio sull'efficacia di questo strumento, il blog consente di avviare una conversazione con un numero elevato di potenziali clienti in maniera meno formale.
  • Email marketing è un canale molto interessante poiché permette di avviare una conversazione one-to-one con gli utenti interessati al brand o ad un prodotto nello specifico.
 

2. Activation

Come posso fornire un'esperienza sufficientemente buona ai miei potenziali clienti?
La fase successiva all'aquisation è l'activation, definita anche "happy user experiences" in quanto si tratta di visitatori che hanno già avuto una buona prima impressione del brand. Una volta che si inizia a interagire con il target interessato, l'obiettivo dovrebbe essere quello di coinvolgerli, e portarli a compiere un'azione (trasformandosi così in clienti) . L'attivazione avviene quando un utente registrato diventa un lead qualificato. A questo punto, è necessario valutare se è pronto a diventare un cliente. Questa conversione richiede tattiche specifiche che dipendono dal settore o dall'offerta, tra gli altri motivi. Affinché questo avvenga possono essere utilizzati diversi canali:
  • Una homepage che converte e che sia ottimizzata è fondamentale per attivare quanti più utenti approdano su un sito.
  • Le Landing Page o pagine di destinazione aiutano anche a creare un'esperienza controllata per consentire agli utenti di eseguire una serie di azioni che si desidera intraprendano.
L’acquisizione, dunque, deve fare in modo che il traffico ottenuto ad esempio su un sito web si trasformi in utenti attivi, cioè in persone che reputano così interessanti i vari contenuti da volersi iscrivere alla newsletter o fare altre azioni concrete. La User Experience diventa qui un tassello fondamentale da ottimizzare.  

3. Retention

Come posso fare in modo che i potenziali clienti tornino da me?
In questa fase del Funnel AARRR, chiamata fase di ritorno, è essenziale esaminare il coinvolgimento dell'utente e come convincerlo a restare. Consiste essenzialmente nel trasformare i visitatori in utenti di ritorno. Solitamente vengono utilizzati strumenti quali:
  • Email e avvisi, per consentire agli utenti di comprendere i vantaggi del prodotto, riducendo così l'abbandono in questa fase e stimolando l'utente a diventare un cliente pagante.
  • I blog e i contenuti aiutano a costruire quel tipo di fiducia e relazione continua con il pubblico, utile per rendere il proprio prodotto sempre presente.
La terza fase consiste proprio nel fare in modo che gli utenti utilizzino veramente il servizio. Quante volte capita di scaricare un e-book e metterlo da parte senza neanche leggerlo? La retention ha come obiettivo di non far accadere questo, e lo fa con strategie di fidelizzazione. Questo step è fondamentale in quanto è molto più economico mantenere un cliente esistente piuttosto che acquisirne uno nuovo.  

4. Referrel

Come posso convincere potenziali clienti a parlare di me nelle loro cerchie?
In questa fase, è fondamentale sfruttare i clienti affezionati al brand per far sì che siano loro a portare nuovi clienti. Si utilizzano strumenti quali:
  • Campagne di digital marketing, sia adv sui motori di ricerca che sui Social Network. Queste spingono gli utenti a condividere determinati contenuti del brand con la propria rete di amici.
  • Concorsi, anche questo strumento è molto interessante e viene sviluppato attraverso apposite campagne sui Social Media in cui, ad esempio, per poter vincere un premio, il brand richiede all'utente di condividere dei contenuti sui propri profili personali.
  • Programmi di royalty possono far parte di questa fase, in quanto stimolano il referral.
Se un cliente è veramente soddisfatto di un prodotto/servizio tende a fare passaparola, in quanto ottiene gratificazione sociale nel consigliare ad altri qualcosa che si ritiene valido. Per questo motivo è importante cercare di stimolare il referral attraverso azioni mirate, così da dare un'accelerazione a questo fenomeno.  

5. Revenue

Come posso trasformare potenziali clienti in clienti paganti?
In questa fase, è essenziale concentrarsi su come fare in modo che il potenziale cliente o gli utenti che stanno già interagendo con il sito/App/servizio diventino un cliente pagante. Alcuni canali e strumenti utili sono:
  • Gli annunci sui motori di ricerca con call-to-action mirate, riescono ad accelerare il processo di crescita.
  • La generazione di lead e un flusso continuo di potenziali clienti qualificati sono fondamentali per mantenere un buon rientro economico.
  • Abbonamenti, in quanto permettono di avere un ricavo anche nel medio periodo.
Dunque, una volta ottenuti interessanti feedback sui primi 4 step bisogna ricordarsi che monetizzare è l'obiettivo ultimo che sostiene l'azienda. Per arrivare a questo però è appunto necessario che ogni step sia ottimizzato e che i clienti non abbiano difficoltà nel passare da un touchpoint all'altro.  

Come applicare il Funnel AARRR

Avere una chiara comprensione del proprio funnel è fondamentale per scoprire da dove provengono i clienti e dove indirizzare i propri sforzi. Queste informazioni consentono di ottenere il massimo rendimento dai canali di marketing. Il funnel è un'astrazione degli stati che qualcuno attraverserà per scoprire un'azienda e i suoi prodotti e, in definitiva, diventarne cliente. La sequenza di questi stati definisce un flusso, ovvero una serie di interazioni tra il pubblico e l'azienda. È necessario misurare l'efficacia degli sforzi di marketing. Altrimenti, non si avranno dati di confronto e non si può sapere se le proprie azioni hanno funzionato o meno. Se hai dubbi o domande rivolgiti a noi di Next, sapremo ottimizzare tutti gli step del funnel per ottenere concreti risultati di busines. Contattaci QUI [post_title] => IL FUNNEL AARRR PER FAR DECOLLARE LA START UP [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => funnel-aarrr-decollare-startup [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-12-21 15:03:01 [post_modified_gmt] => 2020-12-21 14:03:01 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.nextadv.it/?p=7650 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw )

IL FUNNEL AARRR PER FAR DECOLLARE LA START UP

Il Funnel AARRR, coniato da McCluan – imprenditore di successo e co-fondatore di ... Continua a leggere

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    [post_content] => Ti sarai sicuramente imbattuto nel termine "start up innovativa" e ti sarai chiesto se quella che hai in mente di realizzare rientri o meno in tale concetto.

In questo articolo ti spieghiamo quali sono i requisiti di una start up affinché possa definirsi innovativa e tutte le agevolazioni ad esse dedicate.

Start up innovative Next

 

Start up innovativa: che cos'è

Il Ministero dello sviluppo economico definisce la start up innovativa come un'impresa giovane, ad alto contenuto tecnologico e con forti potenzialità di crescita. Queste sono società di capitali, anche in forma cooperativa, residenti in Italia o altro paese membro dell'UE purché abbia una sede produttiva/filiale in Italia. Start up innovativa è quindi una definizione data dalla legge, in quanto nel 2012, il D.L 179/2012 ha introdotto alcune misure per lo sviluppo e la crescita del paese, dedicando una sezione apposita ad una nuova tipologia di imprese: le startup innovative. Se possiedi determinati requisiti potrai accedere a una serie di agevolazioni che renderanno molto più semplice ed economico la creazione della tua impresa.  

I requisiti

Qual è la differenza tra una startup standard ed una innovativa? La legge è molto chiara sull'argomento: ci sono una serie di requisiti che devono essere presenti affinché si possa parlare di startup innovativa e godere dunque dei benefici messi a disposizione dallo Stato. Innanzitutto, si tratta di una società di capitali che abbia queste caratteristiche:
  • è un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni dalla presentazione della domanda e svolge attività di impresa;
  • ha residenza in Italia o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia;
  • a partire dal secondo anno di attività, deve avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro;
  • non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione;
  • non distribuisce e non ha distribuito utili;
  • ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico;
  • non è stata costituita da una fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda
Requisiti necessari per poter aprire una start up innovativa  

Requisiti soggettivi

Oltre a quelli elencati poco sopra, si parla di startup innovativa solo nel caso in cui si rispetti 1 dei seguenti requisiti soggettivi sottostanti:
  1. Vengono sostenute spese in Ricerca & Sviluppo e innovazione pari o superiori al 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione; le spese vengono riportate all’interno del bilancio o, solo il primo anno, tramite una dichiarazione scritta dal rappresentante legale della società.
  2. si impiega personale altamente qualificato (1/3 della forza lavoro deve essere in possesso di un titolo di dottorando di ricerca oppure 2/3 della forza lavoro complessiva deve essere in possesso della laurea magistrale). 
  3. si è titolare di almeno un brevetto che dovrà riguardare un'invenzione, una scoperta scientifica più in generale e che la start up ne sia titolare dei diritti.
 

 

Agevolazioni

Credi che la tua idea di business possa soddisfare i seguenti requisiti? Se hai dubbi o domande rivolgiti a noi di Next, sapremo comprendere ogni caso specifico e trovare la giusta soluzione. Se la risposta dovesse comunque essere positiva, ecco alcune delle agevolazioni dedicate alle Start Up innovative:
  • Introduzione di incentivi fiscali per investimenti in startup innovative, attraverso l'impostazione di un importante sgravio fiscale. Ciò aiuta gli investitori e aumenta le possibilità che la startup riceva fondi.
 
  • Accesso gratuito, semplificato e diretto al Fondo di Garanzia per le PMI, ovvero ad un fondo a capitale pubblico che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari.
 
  • Smart & start Italia, consiste nell’erogazione di un finanziamento a tasso zero per progetti di sviluppo imprenditoriale. Il programma di spesa di importo deve essere compreso tra 100mila e 1,5 milioni di euro. Si rivolge a start up innovative localizzate sul territorio italiano.
 
  • Trasformazione in PMI innovative senza soluzione di continuità in cui, in caso di successo, le startup diventate mature ma che continuano a caratterizzarsi per una significativa componente di innovazione possono trasformarsi in PMI innovative senza perdere il diritto ai benefici disponibili.
 
  • Raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding, che permette di raccogliere capitali attraverso alcune piattaforme online, cioè solo quelle autorizzate da Consob.
 
  • Sostegno nel processo di internazionalizzazione alle imprese da parte dell'agenzia ICE, esso include assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia con importanti sconti.
 
  • Disciplina del lavoro flessibile e varie agevolazioni sull'assunzione del personale in quanto soggette alla disciplina dei contratti a tempo determinato. I contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte, senza i limiti sulla durata e sul numero di proroghe previsti dalla norma generale.
 
  • Deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica. Dunque, nel caso conseguano ricavi “non congrui” oppure siano in perdita fiscale, non scattano nei loro confronti le penalizzazioni fiscali previste per le società di comodo.
 

agevolazioni per le startup innovative

 

Emergenza Covid-19: ulteriori agevolazioni

A causa del Covid-19 molte persone che intendevano aprire la propria start up hanno rimandato la scelta. Proprio per questo lo Stato ha deciso di intervenire ed ha introdotto ulteriori benefici legati all'apertura di una start up innovativa. Oggi è proprio il momento giusto per concretizzare la propria idea di business aprendo una vera e propria start up! Ecco qui elencate alcune delle nuove agevolazioni:
  • Contributi a fondo perduto per acquistare servizi per lo sviluppo delle imprese innovative. Alle start up innovative sono stati destinati 10 milioni di euro per la concessione di agevolazioni finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti.
 
  • Sostegno al Venture Capital. Sono state infatti assegnate risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per l’anno 2020 a questo Fondo finalizzate a sostenere investimenti nel capitale.
 
  • Credito d’imposta in ricerca e sviluppo. Sono state ricomprese le startup innovative tra i soggetti ammissibili a stipulare  contratti di ricerca extra muros, così come università e istituti di ricerca.
 
  • Estensione della garanzia per il fondo centrale di garanzia per le Pmi; è stata riservata una quota pari a 200 milioni di euro.
 
  • Programma Investor Visa for Italy: ovvero dimezzamento delle soglie minime di investimento da parte di investitori esteri in imprese e start up innovative riferite al programma.

Aprire una start up innovativa

Ora che hai tutte le carte in regola per capire se la start up innovativa fa al caso tuo, bisogna procedere alla sua realizzazione. Come? Bisogna innanzitutto costituire una società di capitali, anche in forma cooperativa. Attenzione però a questo punto, la scelta della corretta forma giuridica deve essere in linea con le proprie esigenze e deve essere fatta con criterio, in quanto questa avrà forti ripercussioni in tutte le attività future. Una volta fatto ciò si passa alla richiesta di iscrizione presso il Registro delle imprese relativa all'apposita sezione. Anche in questo caso bisogna prestare molta attenzione alla verifica dei requisiti e studiare i benefici che si potranno godere. E' importante non sottovalutare alcun tipo di passaggio, anche perché questo è solo l'inizio! Una volta nata, la start up richiede un processo di validazione dell'idea di business, test sul mercato e realizzazione del prodotto/servizio. Il tutto accompagnato da una buona strategia di marketing ovviamente! L'idea c'è, la start up anche, è arrivato allora il momento di rimboccarsi le mani. Leggi il nostro articolo (QUI) se vuoi capire come procedere nella concretizzazione della tua idea in un business profittevole!  
Testo2 contatti
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Start up INNOVATIVA: perché dovresti aprire la tua

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Quante volte hai sentito dire o hai pensato: “Voglio creare una Start Up!”?

Beh, noi in Next Adv abbiamo sentito questa frase migliaia di volte e nella maggior parte dei casi non si ha ben chiaro cos’è effettivamente una startup. Secondo le tante voci che si sentono in giro, si associa quasi sempre il concetto di Startup ad Applicazione mobile MA è UNO SBAGLIO! Allora è doveroso partire per gradi.  

Che cos’è una start up?

Semplicemente “un’organizzazione temporanea che ricerca un modello di business scalabile, ripetibile e redditizio”. In parole povere è un’istituzione umana studiata per creare nuovi prodotti e servizi in condizione di estrema incertezza, ovvero una condizione in cui essa non conosce chi sarà il suo cliente o quale sarà il suo prodotto.  Questa incertezza attiva delle innovazioni disruptive operando in nuovi mercati dove l’innovazione determina cambiamenti negli assetti competitivi dell’industria. Tutto questo richiede un approccio imprenditoriale, il cosiddetto modello della Lean Startup.

La metodologia Lean Start Up

Un sistema convalidato per verificare, con tempi e costi ridotti, se un un'idea di business funziona sul mercato è il Lean Start Up. Questo metodo è stato elaborato da Eric Ries nel 2008 (Qui il link al libro) ed è adatto soprattutto alle Start Up, ma non solo. Questa metodologia ha l’intento di creare Start Up che utilizzano le risorse disponibili (denaro e tempo) in modo più efficiente (soprattutto nella fase iniziale). Alla base c’è un processo di sviluppo e creazione del prodotto che si basa su continui feedback ed acquisizione costante di dati in un circolo iterativo del “build - measure - learn”, ovvero costruisci, misura, apprendi dagli errori e ricomincia. Con questa metodologia si lasciano tutte le ipotesi e le sensazioni sul mercato dell’imprenditore medio e verte verso una mentalità data driven. Attraverso il metodo Lean, se è probabile che un’idea fallisca, fallirà in modo rapido ed economico invece che lentamente bruciando budget.  
Lean Start Up
Metodo Lean Start Up

Come funziona?

Gli imprenditori che seguono questo modello mettono alla prova le loro ipotesi impegnandosi con i potenziali clienti e partner per valutare le loro reazioni sulle caratteristiche del prodotto, sui prezzi, sulla distribuzione e sull’acquisizione dei clienti. Con le informazioni ricavate, gli imprenditori apportano le giuste modifiche come per esempio al prodotto o clienti in target. Nello specifico, consiste nel realizzare il più velocemente possibile una prima versione del progetto (quindi l'MVP, QUI un articolo più approfondito). Una volta fatto ciò è necessario verificare l'andamento attraverso la misurazione dei risultati, ottenibili sottoponendo il progetto a feedback del mercato; tutti i dati raccolti sono fondamentali per aggiustare il prodotto e migliorarlo. Questo procedimento va ripetuto più volte in modo da trasformare l'MVP in prodotto finito. I feedback raccolti ad ogni fase saranno fondamentali per imparare cosa necessita di miglioramenti. Questo metodo è più veloce e meno costoso dello sviluppo del prodotto finale per il test e riduce il rischio che le start up affrontano diminuendo il loro tipico tasso di fallimento elevato.   
In Next siamo una delle poche realtà in Italia ad avere internamente team specializzati in sviluppomarketing e start up. Siamo quindi il partner ideale per realizzare la tua idea di business!
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Metodo Lean Start Up, cos'è e come funziona

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    [post_content] => Ci è capitato spesso di osservare diverse Start Up che lanciassero il proprio prodotto senza però prima testarlo realmente sul mercato: nulla di più sbagliato!
I nostri anni di esperienza in ambito e i successi ottenuti ci hanno insegnato quanto sia importante la realizzazione dell'MVP. Siamo dunque in grado di testare direttamente sul mercato il progetto di business delle nostre Start Up ancor prima di lanciarlo!
 

Cos'è l'MVP (Minimum Viable Product)

L'MVP consiste nella versione iniziale del prodotto: quest'ultimo viene sviluppato con i minori costi possibili e con le caratteristiche sufficienti ad essere testato velocemente dai primi utilizzatori. Un MVP per essere tale deve, dunque, possedere queste caratteristiche:
  • velocità di realizzazione, se questa fase è troppo lunga, c'è il rischio di disperdere risorse di tempo essenziali alla realizzazione concreta del prodotto;
  • adeguata spesa economica, se il costo per la creazione dell'MVP è troppo alto, si rischia di disperdere budget necessario alla creazione del progetto stesso;
È difficile pensare di avviare una Start Up senza aver validato l’idea! Si rischierebbe di buttare tempo e denaro per un progetto senza futuro. È essenziale allora testare e raccogliere i feedback così da essere sicuri che il prodotto realizzato sia rilevante per il target a cui ci si intende rivolgere. Non sapendo se l'idea di business è davvero valida, curare ogni dettaglio e inserire funzionalità accessorie potrebbe risultare non solo inutile, ma addirittura dannoso!
how to build an MVP
Fonte: Medium.com

MVP vs Versione definitiva

Non smetteremo mai di dirlo ai nostri clienti: testiamo il prodotto così da lanciarlo sul mercato al massimo delle sue possibilità di successo. L'MVP, infatti, è fondamentale per comprendere meglio il target di riferimento: si può capire come questo interagisce con il prodotto, cosa ne pensa, se lo trova utile, se lo acquisterebbe e anche quanto sarebbe disposto a pagarlo! L'MVP darà l'idea della versione finale ma allo stesso momento fornirà ampio spazio alle modifiche e ai miglioramenti. In base ai dati raccolti, infatti, si potrà validare l'idea: minimo sforzo, massima resa.

7 tipologie di MVP

Prima di fare qualsiasi tipo di MVP bisogna avere molto chiaro il perché lo si sta facendo e come misurare poi il suo successo. Altrimenti, sarà impossibile capire come sta procedendo l'idea di business. Negli ultimi anni abbiamo realizzato diversi tipi di MVP proprio perché ogni progetto richiede di validare delle ipotesi, ed ogni ipotesi può essere meglio testata con modalità differenti in base alle circostanze. Ci sono vari modelli di Minimum Viable Product in grado di testare l'idea alla propria nicchia di riferimento, eccone alcuni:  

1. Il video MVP

Consiste nella realizzazione di un video che dia l'idea di come funziona il prodotto senza doverlo creare realmente. Ciò da la possibilità all'utente di valutarne le funzionalità, capire se gli potrebbe interessare e se gli suscita qualcosa. Il tutto con il minimo sforzo. Una società che ha utilizzato il video MVP è Dropbox, che oltre alla piattaforma intendeva testare la customer experience, ritenuta da loro superiore rispetto a quella dei competitors. Validare l'ipotesi con un prodotto concreto avrebbe richiesto ingenti risorse di tempo e denaro, perciò la scelta (rivelatasi vincente) è stata quella di un video esplicativo.
Dropbox MVP Video
Fonte: techcrunch.com
 

2. Il concierge MVP

Il concierge MVP intende simulare un servizio automatico e scalabile quando in realtà è manuale e riferito a un solo luogo o soggetto. In questo modo si possono raccogliere feedback riguardo all'automaticità dei processi stessi. Questa tipologia, senza neanche la necessità di costruire un prodotto, implica che la Start Up aiuti manualmente gli utenti a raggiungere i loro obiettivi, così da verificare se hanno o meno bisogno di ciò che si offre. È particolarmente utile quando il target di riferimento è ristretto e se non si è in grado di realizzare fisicamente alcune funzionalità che il prodotto suppone di fare in automatico. Ad esempio, l'azienda Wealthfront ha creato e distribuito manualmente piani di investimento, prima di diventare un servizio di investimento automatizzato.
Wealthfront
Fonte: wealthfront.com

3. Il mago di OZ

Questo MVP consiste essenzialmente nell'inserire una "facciata" che dia ai potenziali clienti l'impressione di un vero e proprio prodotto funzionante e che stiano sperimentando l'applicazione reale. Questo richiede più tempo e impegno rispetto al metodo concierge, ma è un modo molto efficace per verificare se si ha un prodotto o servizio desiderabile, prima di realizzarlo concretamente. Con questo approccio, si utilizza una risorsa umana per replicare ciò che la tecnologia proposta farà. A differenza del concierge MVP in cui il potenziale cliente sa che si fa tutto “a mano”, in questo caso esso non sa che i processi sono svolti da persone invece che da software. Se l'esperimento funziona, sarà difficile riuscire manualmente a rispondere a tutte le richieste, ma almeno si sarà compreso se il cliente è realmente interessato!  

4. L'MVP Piecemeal

Con un MVP Piecemeal, si utilizzano tool e servizi già esistenti per fornire un prodotto funzionante ai potenziali clienti. In genere, si attinge a tecnologie molto utili presenti sul mercato, magari anche in forma gratuita, e si utilizzano in maniera integrata per tentare di fornire l'idea del progetto finito. Anche se i vari strumenti sono ben distinti tra loro e quindi difficilmente integrabili, l'utilizzo di questi sistemi permetterà di sostituire la figura umana con la tecnologia, e perciò risparmiare tempo e denaro. Un esempio concreto è Groupon: la nota piattaforma è stata validata usando WordPress per la creazione del sito e FileMaker per i coupon.
Fonte: Groupon.com

5. Crowdfunding

Un altro metodo molto interessante per validare l'idea di business è quella di lanciare una raccolta fondi sulle principali piattaforme di crowdfunding. Questo approccio consente di raccogliere fondi per creare il prodotto, testando però anche la domanda. Il Crowdfunding  è un'ottima strategia per comprendere se le persone sarebbero disposte ad acquistare il prodotto o meno. Se si rivela un successo, si raccoglierà denaro e si genererà un seguito di early adopter che potrebbero fare passaparola.  

6. MVP Single Featured

Per Single Featured si intende una versione iniziale che comprende una sola funzionalità, quella principale. Spesso, infatti, è più semplice ed efficace testare solo la caratteristica essenziale del prodotto, piuttosto che tutte le funzionalità accessorie. Un MVP di questo tipo impedisce agli utenti di essere distratti da altre caratteristiche e consente di ottenere una visione molto chiara di un problema o soluzione. Tramite questo MVP è possibile scoprire se la funzionalità chiave del prodotto ha effettivamente una richiesta di mercato e che sia davvero la soluzione al problema del target di riferimento. Se dovesse rivelarsi vincente, cioè interessante per gli utenti, si potrebbe poi pensare di aggiungere le altre funzionalità.  

7. Landing Page

Utilizzata molto spesso, è uno dei metodi che può rivelarsi vincente se accompagnato anche ad una buona campagna di marketing. Una landing page è una singola pagina web che descrive ed illustra il progetto: presenta all'interno una Call to action tramite cui gli utenti possono iscriversi ad una newsletter lasciando il loro indirizzi email, oppure compiere qualche altra azione utile nel comprendere qualcosa in più sul progetto.  

Cosa non può mancare

Prima di testare il progetto di business tramite l'MVP bisogna assicurarsi di avere un team di riferimento: non ci si deve ostinare a fare tutto da soli! Un progetto di Start Up è un impegno vero e proprio, e se si desidera farcela davvero allora si avrà bisogno di un team di sviluppatori, marketers, designer grafici e soprattutto esperti in crescita del business! La Start Up è un'azienda che necessita di sforzi e competenze tecniche precise, che non tutti possiedono. Per questo motivo chi non si appoggia a un team di professionisti in tale ambito, ha un'irrisoria possibilità di successo. Come già mostrato QUI infatti, dai dati divulgati da CBInsights, un team non competente è il terzo motivo per cui le start up falliscono!  
Next adv è una delle poche realtà in Italia ad avere internamente team specializzati in sviluppo, marketing e start up. Siamo quindi il partner ideale per realizzare l'MVP e la strategia complessiva che faccia raggiungere gli obiettivi di business!
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MVP: perché è essenziale PRIMA del lancio della Start Up

Ci è capitato spesso di osservare diverse Start Up che lanciassero il proprio prodotto se... Continua a leggere

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No, non stiamo ancora parlando del Natale! Ci riferiamo al Black Friday, giornata dedicata allo shopping sfrenato grazie soprattutto agli sconti che le aziende effettuano sui propri prodotti e servizi.

Si tratta, quindi, di un'occasione imperdibile e dovresti prepararti per tempo alla pianificazione di un'adeguata strategia di marketing digitale. Non fare nulla in occasione di tale evento è un'opportunità sprecata, soprattutto perché i tuoi clienti si aspettano sicuramente un'offerta!

 

Black Friday 2020

Il Black Friday è nato negli USA ma si è diffuso arrivando anche in Italia e coinvolge di anno in anno un numero sempre più elevato di aziende, non solo le multinazionali. I consumatori più impazienti cominciano a fare la fila davanti ai negozi anche molte ore prima della loro apertura, così da essere sicuri di accaparrarsi il prodotto che tanto desideravano ad un buon prezzo! Questo significa che molto probabilmente una larga fetta di clienti sta aspettando con impazienza il lancio delle tue offerte e, se non le farai, si lanceranno verso la concorrenza Quest'anno l'evento capiterà il 27 Novembre, anche se spesso gli sconti applicati si prolungano per tutto il weekend fino ad arrivare al Cyber Monday Manca poco più di un mese e (per un pelo) sei ancora in tempo per pianificare qualche strategia di digital marketing in grado di incrementare le tue vendite!  

Black Friday: alcuni dati

Non sei ancora del tutto convinto? Ecco allora alcuni dati del Black Friday 2019, rilasciati da IDEALO. Innanzitutto, è emerso che nel corso di questo evento le ricerche online sono aumentate del +84,9% rispetto al venerdì della settimana precedente. Inoltre, il Black Friday 2019 rispetto a quello 2018 ha rilevato un aumento delle intenzioni di acquisto del +141,5%.
Black friday 2019 dati idealo
Fonte: Idealo.it
Dai dati è chiaro dunque l'interesse sempre crescente delle persone nei confronti di questa giornata particolare. Altri dati di rilievo emersi dall'indagine, riguardano le informazioni sugli utenti che sono stati più attivi nelle ricerche e negli acquisti nella settimana del venerdì nero. Al primo posto vi sono gli acquirenti della fascia d'età 35-44 anni (28,2%); sono seguiti i giovani tra i 25 e i 34 (25,3%) e infine gli adulti tra i 45-54 anni (21,7%). Infine, individuiamo, in ordine, la fascia d’età 55-64 anni (9,6%), quella dai 18 ai 24 anni (con il 8,6%), infine gli over 65 (per il 6,1%). Particolare attenzione va posta anche sul dispositivo utilizzato dagli utenti per le compere online: le ricerche da mobile ammontano al 66,3%, seguite da quelle da desktop del 29,6% e in ultimo tablet, ovvero il 4,1%. Inoltre, i dati riportano anche informazioni rilevanti sul Cyber Monday: le intenzioni di acquisto durante questo lunedì sono aumentate del +97,7% rispetto all'anno precedente! Ciò fa capire l'importanza di prolungare le proprie offerte, e non concentrarsi esclusivamente al venerdì nero!  

Ecco allora 6 idee di Digital Marketing che potresti applicare per incrementare le vendite in occasione del Black Friday 2020

Innanzitutto, vogliamo precisare che durante il Black Friday è necessario applicare uno SCONTO REALE, perché gli utenti sono in grado di capire se stai proponendo un'offerta esclusiva oppure no. Durante questo periodo è facile vedere anche sconti che toccano quota 60%-70%, anche se questo non è necessario. Basterà un 20% ad incuriosire il risparmiatore più esigente. Nel caso in cui, però, non riuscissi a raggiungere questa quota dovresti provare con scontistiche differenti. Ad esempio, applica l'offerta solo se il carrello supera una certa soglia oppure concentrati solo su un unico prodotto scontato o una piccola selezione. Inoltre, impostando una soglia minima di acquisto per ricevere un particolare omaggio, potrai aumentare l'ammontare del tuo carrello medio! Tu ci guadagnerai in entrate, il cliente si sentirà lusingato da un regalo appositamente per lui. Iniziamo ad entrare nel vivo del discorso, ecco 6 strategie di marketing digitale da utilizzare per incrementare le vendite durante il Black Friday 2020.  

1. SMS Marketing

dati su ecommerce
Fonte: We Are Social
I dati di We Are Social in collaborazione con Hootsuite evidenziano come gli utenti fanno sempre più acquisti online utilizzando lo smartphone. Per questo le strategie di sms marketing sono perfette per raggiungere i potenziali clienti del tuo brand. Secondo l'indagine di MailUp gli SMS hanno un tasso di apertura del 98%! Ciò significa che il tuo sms verrà quasi sicuramente aperto e quindi visualizzato dal tuo target! Durante il Black Friday 2020 potrai così distinguerti dalla concorrenza attraverso messaggi diretti con tono accattivante.  

2. Campagne ADS Display

Il Display Advertising è la forma pubblicitaria che ricorda i classici cartelloni pubblicitari. Questa utilizza gli spazi commerciali presenti su una pagina web per mostrare la tua campagna pubblicitaria così da promuovere un prodotto o servizio.  L'arma vincente che farà ottenere dei risultati concreti al tuo annuncio è la capacità di Google di mostrare solo quelli più PERTINENTI con le ricerche che l'utente ha effettuato fino a quel momento.  Per questo motivo, chi visualizzerà l'inserzione molto probabilmente sarà veramente interessato al tuo prodotto.  

3. Advertising sui Social Network

Puoi offrire anche sconti pazzeschi, ma se non sei in grado di comunicarlo ad un numero elevato di persone, allora tutte le strategie non serviranno a nulla! Aumenta la tua spesa in inserzioni Facebook e Instagram, o qualsiasi altro Social Network tu stia usando per comunicare con i tuoi clienti. La creazione di campagne ad hoc per ampliare la copertura dei tuoi post dedicati al Black Friday potrebbe essere solo l'inizio. Ad esempio, sarebbe utile iniziare pubblicando post con dettagli riguardo agli sconti che applicherai qualche giorno prima della giornata di saldi. Solo successivamente, attuare una sponsorizzazione con obiettivo di conversione/acquisto!  

4. Collaborazioni con Influencer o esperti del settore

Con il Black Friday si sa, più persone (in target) riesci a raggiungere, più saranno alti i guadagni. Per questo il primo obiettivo che ti devi porre è quello di arrivare a tutti i tuoi potenziali acquirenti. E come farlo se non con una buona strategia di Influencer Marketing? Inizia contattando i guru del tuo settore o chi sai che potrebbe influenzare le decisioni di acquisto dei tuoi possibili clienti. Che sia un Influencer sui social o su piattaforme di blogging, dovresti cercare di creare un legame. Una collaborazione o un regalo potrebbe portare a risultati che mai prima d'ora avresti immaginato!  

5. Newsletter

Un po' come gli SMS, sfrutta i contatti che hai raccolto in anni di attività e usali per comunicare in modo diretto con i tuoi clienti. Potresti creare liste diverse per comunicazioni personalizzate, naturalmente tutte incentrate sul Black Friday 2020. Pianifica perciò lo sconto che intendi applicare: per i clienti più fedeli potresti pensare un'offerta dedicata per farlo sentire più speciale; mentre, per chi non rivedi da tempo, fornirgli un codice sconto elevato che catturi la sua attenzione.

È importante, in questo caso, dare un senso di urgenza allo sconto in arrivo e, soprattutto, farlo percepire come rilevante!

 

6. Ottimizza il processo di acquisto

Affinché le strategie di digital marketing fin qui elencate possano funzionare a dovere, non può mancare l'ottimizzazione del percorso dell'utente. Che significa? Innanzitutto, nella maggior parte dei casi gli acquisti verranno fatti tramite mobile. Se il tuo sito non è Responsive e mette in difficoltà il potenziale cliente, stai certo che lo perderai. Fai testare il processo di acquisto anche a chi ha poco dimestichezza nel comprare online, e valuta in quali punti si frena. Anche uno sguardo ad Analytics potrebbe essere la strada giusta. E poi, MODIFICA! Sistema tutto ciò che mette in difficoltà il cliente e rendi l'acquisto un momento sereno perché fluido e veloce.   Ora che hai tutti gli strumenti, cosa aspetti ad iniziare?!

Cavalcare l'onda Black Friday è essenziale, ma lo è ancora di più farlo nel migliore dei modi! Contattaci se desideri davvero incrementare le tue vendite!

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"Black Friday 2020: come usare il digital marketing per incrementare le vendite"

Si sta avvicinando quel periodo dell’anno in cui si effettuano gli acquisti più fol... Continua a leggere

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    [post_content] => Sei tentato. Hai un'idea ma non sai come realizzarla, oppure hai messo in piedi la tua Start Up ma non sai come procedere per evitare il fallimento.

Non ti neghiamo che non si tratta di un timore raro, e neanche che sia facile evitare di incappare in grossi errori. Ma non è impossibile uscirne, soprattutto se sei sorretto da un processo ben pianificato e strutturato!

Se vuoi capire come evitare di cadere come il 90% degli Startupper, allora leggi e non sprecare tempo e denaro in un’ idea senza futuro.

LA PRIMA GUIDA PRATICA IN 7 STEP, MA PRIMA...

 

Perché le Start Up falliscono? Errori e soluzioni

Non intendiamo proporre solo la solita classifica riguardo ai motivi per cui la tua Start Up potrebbe fallire, ma intendiamo anche proporti le soluzioni! Soluzioni studiate e validate concretamente grazie alle diverse realtà che seguiamo e con cui collaboriamo a stretto contatto da ormai diversi anni. È così emerso il metodo NextUp, che segue e prende il meglio di tutti i metodi e i processi già convalidati. Segui con attenzione ogni singolo punto, in cui espongo i problemi più comuni individuati dall'indagine CBInsights, e prova così a correggere il tiro... Ricorda: l'obiettivo è quello di ottenere importanti finanziamenti per lanciare un business che faccia la differenza! Ora capirai perché le Start Up falliscono, e riuscirai ad evitarlo. Perché le start Up falliscono

1. Assenza di un mercato

PROBLEMA: L'errore più comune è quello di investire in un prodotto o servizio che però non soddisfa la necessità e i bisogni di nessuno. È vero, si tende a guardare la propria idea come un'intuizione geniale e magari anche i tuoi amici ti saranno sembrati entusiasti. Ma poi, una volta lanciato il prodotto, chi sarebbe disposto ad acquistarlo? SOLUZIONE: Senza un'adeguata ricerca di mercato il fallimento è dietro l'angolo! Accedere ad informazioni che riguardano numeri, grafici e statistiche è il primo passo ma, indovinate un po'.. non basta! Bisogna fare sperimentazioni direttamente con il target di riferimento. In questo modo siamo in grado di raccogliere feedback e capire se rischiare o non rischiare.  

2. Assenza di un team valido

PROBLEMA: quello che ci capita più spesso di incontrare sono i founder che credono nella loro idea, ma che intendono fare tutto da soli o al massimo delegare solo alcune operazioni tecniche. Sviluppo e programmazione fai da te, strategia promozionale alla buona e prospetto di crescita gonfiato in base alle proprie aspettative e sogni sono un grosso errore!  SOLUZIONE: Avvalersi di un team completo ed esperto. Se assumere 4-5 dipendenti ti sembrerà una faccenda impossibile, noi di Next collaboriamo con le Start Up fornendo in outsourcing le risorse professionali di cui si ha bisogno. Avrai tutto ciò che ti serve in un piano all-inclusive.  

3. Tralasciare il marketing

PROBLEMA: è prassi definire il progetto, creare il prodotto o il servizio, lanciarlo sul mercato e poi pensare ad una modalità per promuovere la Start Up. Nulla di più SBAGLIATO! «Se hai inventato qualcosa di nuovo, ma non un modo efficace per venderlo, il tuo business non sarà efficace, anche quando il prodotto è ottimo». Peter Thiel, investor e cofondatore di PayPal SOLUZIONE: Portare avanti le due strategie di pari passo, esse sono due facce della stessa medaglia e non due percorsi separati. Pianifica perciò fin da subito un modo per promuovere la tua idea, ad esempio con un processo di Growth Hacking in grado di farti crescere in modo esponenziale!

4. Focalizzarsi sull'idea e tralasciare l'execution

PROBLEMA: Pensare che l'idea "giusta" sia tutto, e che questa basti a far decollare la tua Start Up. Ti rivelerò un segreto: l'idea è l'1% mentre l'execution il restante 99%. SOLUZIONE: Lo sviluppo di una Start Up, infatti, non avviene dall’oggi al domani, ma richiede un processo completo e strutturato che considera fasi e percorsi specifici. Quindi pianifica con accuratezza tutto le attività necessarie alla tua crescita. Ma di questo ne abbiamo già parlato in maniera approfondita QUI   

5. Mancanza di un Business Model

PROBLEMA: Progettare una Start Up senza un Business Model scalabile e replicabile è l'errore più grande che si possa fare, soprattutto nel lungo periodo. Inoltre, nessuno sarà incentivato ad investire su di voi se troverà queste lacune. SOLUZIONE: Rivolgersi a degli esperti e definire, anche rimodulare, la propria idea affinché si possa creare un Business Model sostenibile, ripetibile nel tempo e in altri luoghi geografici!  

6. Mercato saturo

PROBLEMA: Spesso l'idea che reputi geniale l'ha avuta anche qualcun altro o addirittura MOLTI altri. Buttarsi in un mercato "oceano rosso", cioè fortemente competitivo, è una guerra già persa in partenza! SOLUZIONE: Individuare l'elemento distintivo del tuo prodotto che possa catturare un mercato, anche molto ristretto, ma che solo nella tua soluzione può trovare la soddisfazione ai propri bisogni.  

7. Ignorare il consumatore

PROBLEMA: Non testare il prodotto su persone reali in target è l'errore che spesso si tende a fare con leggerezza. Mettersi nei panni del cliente non basta a volte, soprattutto in una fase così delicata. SOLUZIONE: Si ritorna al primo punto, ovvero sperimentare! Raccogliere il feedback degli utenti e successivamente aggiustare la propria proposta è la chiave per il successo.  

Ora che hai compreso perché le Start Up falliscono, cosa pensi di fare? La risposta è contattarci e fare una consulenza gratuita!

  Ma, come faccio a sapere che il Metodo NextUp funziona davvero? Sono anni che lo applichiamo, perfezionandolo di volta in volta così da ottenere risultati sempre migliori. Ecco una prova.  

METODO NEXT UP PER SOUL'S FACE

Soul’s Face è una Start up Innovativa dedicata al mondo degli artisti. Nell'App dedicata puoi trovare cantanti, fotografi, ballerini e tantissime altre categorie da seguire, condividere e contattare per la realizzazione di eventi. Ma non era così fin dall'inizio. Il founder era venuto da noi con l'idea di aprire un nuovo Social Network dedicato in generale al mondo dell'arte. Questo è stato il punto di partenza, ma il mercato era caldo? Il settore era in crescita? L'idea così strutturata aveva una possibilità di successo?  

1. ANALISI - COMPRENSIONE E DEFINIZIONE DELL'IDEA

Abbiamo fatto ricerche approfondite e ci siamo resi conto che era necessario individuare un mercato più interessante e meno competitivo! È emerso che il mercato dell'arte è in crescita e che c'è un connubio interessante tra Social Media e mondo dell'arte. Insomma, i dati erano incoraggianti. Però il settore era fortemente competitivo, e i rivali erano molto forti e consolidati. Dunque, per portare avanti l'idea era necessario un investimento esorbitante. E se mancano le risorse, cosa si può fare? Ci siamo buttati su un mercato più di nicchia, e dalle varie analisi abbiamo individuato quello giusto: il settore delle arti performative. I punti di forza sono la viralità del contenuto, le poche restrizioni, il potenziale aggregativo e la forte inclusione.
Andamento mercato arti performativi - analisi di mercato per evitare che le start up falliscono
Analisi di mercato per Soul's Face
Ok, e adesso? Adesso si studia la concorrenza! Cosa fanno gli altri? Cosa non fanno? Successivamente, svolgendo le ricerche e le analisi abbiamo individuato in maniera più precisa il problema che si vorrebbe risolvere ed il contesto in cui si intende agire, così da delineare l'idea di business da proseguire e la Unique Value Proposition. La UX e l'analisi di fattibilità tecnica hanno permesso infine di definire l'idea con chiarezza. E ora?

2. REALIZZAZIONE DELL'MVP E VALIDAZIONE DELL'IDEA 

Siamo ancora lontani da lanciarci sul mercato! E' qui il più grande errore che viene fatto spesso. L'idea ha bisogno di essere VALIDATA. Che significa? Il progetto ha bisogno di essere definito in una forma reale, testato, pubblicato e valutato! IL FEEDBACK degli utenti a cui ci si rivolge è la cosa più importante. Come abbiamo fatto dunque ha capire tutto ciò? Abbiamo realizzato un prototipo il più dettagliato possibile rispetto a quello che sarebbe diventato poi il prodotto finito. Lo abbiamo così testato su UTENTI REALI attraverso un questionario che ci permetteva di capire, non solo se l'offerta poteva avere appeal verso il target di riferimento, ma anche quali funzionalità aggiuntive inserire rispetto all'idea stessa. Tutti i dati raccolti sono stati ESSENZIALI e ci hanno perso di realizzare un MVP (ovvero una prima versione del progetto) per testare se tutto il sistema funziona correttamente. Il PROCESSO COMPLETO ci ha permesso di creare un'Applicazione mobile e web in grado di soddisfare i bisogni delle persone e dunque avere un'utilità reale in un mercato poco competitivo.  

Ora che hai compreso perché le Start Up fallisco e come evitarlo non hai più scuse!

Concretizzare un'idea di Business vincente significa basarsi su un processo completo e validato. Ecco perché dovresti rivolgerti a noi di NextADV, una delle pochissime agenzie in Italia ad avere un team di sviluppo interno, di marketers consolidati e di Startupper esperti.
Abbiamo raccolto oltre 1 milione di euro per le Start Up con cui abbiamo collaborato!
CONTATTACI senza impegno. [post_title] => Perché le Start Up falliscono? 7 errori comuni e come evitarli [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => perche-start-up-falliscono-come-evitarlo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-10-20 16:24:19 [post_modified_gmt] => 2020-10-20 14:24:19 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.nextadv.it/?p=6068 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw )

Perché le Start Up falliscono? 7 errori comuni e come evitarli

Sei tentato. Hai un’idea ma non sai come realizzarla, oppure hai messo in piedi la t... Continua a leggere

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Coronavirus ed e-commerce può sembrare uno strano binomio, ma distanziamento sociale, obbligo della mascherina e aumento dei contagi sono tutti fattori che hanno reso difficile per i consumatori uscire di casa e fare i loro soliti acquisti.

  Probabilmente anche tu avrai evitato gli spostamenti non indispensabili o rimandato le compere di alcuni articoli a cui eri interessato. Il lockdown sicuramente avrà danneggiato le attività imprenditoriali di tutto il mondo. Non temere però: durante una crisi solo chi non si arrende ed è determinato ad  innovarsi riuscirà ad uscirne. Cominciamo quindi a capire perché l'e-commerce potrebbe essere la soluzione vincente ad un calo degli acquisti!  

Coronavirus ed e-commerce: cosa sta succedendo

Il NetComm Forum, evento italiano dedicato al commercio elettronico, ha presentato dei dati molto interessanti. Infatti, da gennaio del 2020 ad oggi, in Italia, sono circa 2 milioni i nuovi consumatori online. Di questi, 1,3 milioni sono approdati agli e-commerce proprio durante il lockdown. Nel complesso, il numero totale degli individui che fanno acquisti in rete è di 29 milioni. Una fetta di popolazione molto rilevante che, per chi fa impresa, è da tenere in considerazione, soprattutto in questo periodo di difficoltà. Ignorare la questione e non tentare ad un approccio online significherebbe rinunciare a dei possibili guadagni non indifferenti!  

E-commerce: vecchi e nuovi clienti

Creare un proprio e-commerce darà la possibilità ai tuoi soliti clienti di continuare ad acquistare i tuoi prodotti in tutta sicurezza e a non guardare altrove. Invece, non esserci creerà una lacuna per i tuoi acquirenti che cercheranno di sostituire la tua offerta con quella dei tuoi competitor più digitalizzati. Roberto Liscia, presidente di NetComm, si esprime sulla situazione Coronavirus ed e-commerce, ed afferma che il 75% degli acquirenti da siti di e-commerce hanno approdato per la prima volta proprio durante l'emergenza sanitaria Covid-19. Parliamo perciò di nuovi utenti: questo aspetto è fondamentale in quanto ti permetterà di espandere il tuo portafoglio clienti. Coronavirus ed ecommerce acquisto sui social network

Alternative promettenti

Dai dati emerge che oltre alla consegna a domicilio, molto interessante è la possibilità di comprare online, ma poi ritirare fisicamente in negozio; questo fenomeno definito "click&collect", stando ai dati, è cresciuto del 349%, e ci si aspetta un'ulteriore rialzo. Questo perché è una tipologia di acquisto che permette di mantenere il distanziamento sociale ed evitare dunque sovraffollamenti. Se però si vuole optare per una soluzione meno impegnativa l' "e-commerce di prossimità” è quello che fa per te. Si tratta di usare i Social Network per vendere direttamente al consumatore. Facebook ed Instagram, ad esempio, danno la possibilità alle imprese di creare una vetrina virtuale nel proprio profilo in cui esporre i prodotti. L’acquisto in App è garantito e veloce, servirà solo un buon lavoro di grafica e chiara comunicazione dei contenuti.  

Prova a metterti in gioco, fatti trovare in modo semplice dai tuoi clienti e mantieni un rapporto con loro anche in questo periodo di difficoltà. In caso di necessità ti aiutiamo noi di NextADV a ripartire! Contattaci per ulteriori informazioni!

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Coronavirus ed e-commerce: come uscire dalla crisi

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Growth Hacking è marketing, è il futuro del marketing ed è quello che il marketing avrebbe dovuto essere fin dall’inizio.

Michael Brenner   Avrai sicuramente sentito parlare di Growth Hacking in contesti legati a Start Up e avvio di un’impresa o lancio di un nuovo prodotto/servizio. Probabilmente però non avrai capito a fondo il significato e soprattutto la sua applicazione pratica. Se vuoi saperne di più sei nel posto giusto. Sean Ellis ha coniato il termine Growth Hacking definendolo come "un’insieme di strategie di web marketing volte a far crescere un’impresa il più velocemente possibile". Vediamo nello specifico.  

Growth Hacking: che cos’è

Analizzando attentamente le due parole possiamo capire più in dettaglio di cosa stiamo parlando. "Growth" tradotto dall'inglese significa crescita e si riferisce alle imprese che hanno come obiettivo intrinseco quello di soddisfare i bisogni anche latenti dei propri utenti. Quindi l'obiettivo è quello della crescita e dell'aumento esponenziale di lead, engagement o conversioni. "Hacking" invece si riferisce a quella mentalità di affrontare le situazioni pensando fuori dagli schemi. Si rivolge a colui che cambia strategia di marketing e comunicazione e la adatta a seconda dei feedback ricevuti e dei dati analizzati. Il suo modo di agire può essere definito anche non convenzionale. Growth Hacking crescita guadagno

 

Perché fare Growth Hacking

Ora ti starai chiedendo: e se la mia non è una Start Up ma una normale impresa? e poi, perché dovrei fare Growth Hacking invece di adoperare qualsiasi altro approccio di marketing? Andiamo per ordine. In genere le strategie di Growth Hacking sono consigliate per le Start Up, ma in realtà ogni impresa può giovare di questo approccio per migliorare e crescere in maniera esponenziale: puoi ad esempio applicarlo nel lancio di un nuovo prodotto/servizio, oppure se ti trovi in una fase di Scale Up. Per Scale Up si intende un'impresa più o meno consolidata che presenta caratteristiche che la fanno ambire ad un'evoluzione importante nel prossimo futuro.  Ma, perché proprio Growth Hacking? Esso non è solo una strategia, approccio o strumento ma un vero e proprio mindset rivoluzionario. Si basa, infatti, su un processo di prove ed errori, di sperimentazioni e raccolta dati, su aggiustamenti ed ottimizzazione rivolti alla crescita della propria attività legato ad obiettivi specifici (aumentare i contatti, le vendite, l’interazione). Il growth hacker è quella figura esperta in marketing che però è anche in grado di innovare e creare nuovi processi capaci di portare a risultati impressionanti! Si tratta dunque di un modo di agire attivo, analitico, strategico ma anche unico e non convenzionale!
Se hai ancora dubbi se può fare al caso tuo, richiedi una consulenza: il nostro team esperto e multidisciplinare ti accompagnerà passo dopo passo nel tuo processo di crescita!
 

3 Storie di successo che ti faranno venire voglia di fare Growth Hacking

Hai ancora idee poco chiare? Analizziamo insieme alcuni casi di successo  

1. Airbnb

Tutto nasce da due ragazzi, Brian Chesky e Joe Gebbia, che hanno difficoltà a pagare l'affitto della casa in cui vivono a San Francisco. Decidono così, in vista di un evento di design che avrebbe richiamato un po' di persone in città, di guadagnare un po' di soldi affittando una camera (inclusa di letto gonfiabile e colazione). L'idea ebbe successo, ma non si parlava ancora di impresa. Iniziano così le sperimentazioni. A questo punto i fondatori di Airbnb non hanno creato piani dettagliati e fatto ipotesi sofisticate su come far evolvere il business ma hanno scelto un evento e creato un progetto pilota per testare la loro nuova impresa commerciale.  Si susseguirono così una serie di sperimentazioni che permetteva loro di raccogliere feedback. Questi si tramutavano in dati da analizzare e tenere in considerazioni per le modifiche successive. Ipotesi, prove ed errori e aggiustamenti continui portarono Airbnb a quello che è oggi, guadagnando una crescita senza precedenti.  

2. Dropbox

Un altro esempio da cui prendere ispirazione è Dropbox. La piattaforma di cloud storage offre un servizio innovativo con una ottima User Experience, ma aveva difficoltà a comunicare al target i suoi punti di forza rispetto ai competitors. I tentativi di campagne su ADS servivano a ben poco, perciò la società ha capito che il modello classico di advertising online non avrebbe portato i risultati sperati e si mise in moto con sperimentazioni, ipotesi e tentativi arrivando a cogliere le giuste opportunità. Nello specifico, ha applicato dunque una strategia di referral marketing, che permetteva agli utenti di ottenere più spazio dove archiviare i propri file portando amici (e perciò nuovi utenti) nella piattaforma stessa. Con questa soluzione Dropbox è riuscita a raggiungere 4 milioni di utenti in poco più di un anno. In questo caso, i growth hacker sono riusciti ad ottenere la crescita sperata, non tanto individuando la giusta strategia di referral, ma soprattutto grazie all'approccio di continua sperimentazione. È stato il mindset, il metodo adottato e l'approccio a processo che ha fatto la differenza!  

3. Uber

Uber è la famosissima società che fornisce un servizio di trasporto privato che attraverso un'App mobile mette in collegamento diretto passeggeri e autisti. In pochi istanti puoi chiamare un'auto e vederla arrivare pronta a portarti dove vuoi, a prezzi super sostenuti! Secondo GrowthHacker.com, ciò che ha permesso ad Uber di ottenere una crescita così strepitosa è innanzitutto l'idea vincente del servizio stesso, che ha messo in crisi la concorrenza e soddisfatto bisogni di milioni di clienti. Il passaparola generato è bastato a diffondere e far crescere il servizio, ma dove risiede allora l'intuizione dei growth hacker? Sicuramente nelle scelte fatte fin dall'inizio: pensare di lanciare il progetto a San Francisco è stata giusta poiché città popolata da persone appassionate di tecnologia e early adopters (cioè individui disponibili a provare qualcosa di nuovo). Uber si propose di offrire delle corse gratuite, sponsorizzare eventi e di generare awareness presso questo target nello specifico. Quest'ultimi, apprezzando l'esperienza loro offerta e iniziarono a condividerla sui Social Media. Il Word of Mouth ha fatto la differenza. Oltre a fornire una soluzione straordinariamente superiore, Uber ha anche sfruttato alcune situazioni di vita reale delle città, quali situazione meteorologica, vita notturna, eventi sportivi, per crescere in maniera più decisiva. La società oggi sta sperimentando tantissime nuove soluzioni in grado di dare ai clienti quello che vogliono proprio quando lo vogliono. Sebbene si tratti principalmente di promozioni di marketing, sono anche modi per testare la domanda del mercato e suggeriscono la potenziale direzione di crescita dell'azienda.  
Non si può prescindere dal definire una buona strategia di growth hacking nel momento della concretizzazione della propria idea in business. Se la tua comunicazione ha delle mancanze allora richiedi una consulenza: il nostro team ti accompagnerà passo dopo passo nel tuo processo di crescita!
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GROWTH HACKING: cos'è e 3 casi di successo a cui ispirarsi

Growth Hacking è marketing, è il futuro del marketing ed è quello che il marketing avre... Continua a leggere

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“Non si tratta di avere delle idee. Si tratta di farle accadere”

Scott Belsky, co-fondatore di Behance  

Siamo una generazione fortunata perché mai come oggi è stato così semplice ed economico lanciare una Start Up.

  Ma se pensate che l’idea “giusta” sia tutto per decollare, vi state sbagliando! È l’execution che può cambiare le carte in regola e portare agli obiettivi sperati. Lo sviluppo di una Start Up, infatti, non avviene dall’oggi al domani, ma richiede un processo completo e strutturato che considera fasi e percorsi specifici. Vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.  

L’execution: che cos’è

L’assenza di barriere in entrata, l’accesso più semplice alle risorse e la fiducia e motivazione alle proprie idee hanno spinto molti a creare un progetto innovativo. Tutto questo, però, senza una buona execution serve a ben poco! Per execution si intende un processo di sviluppo specifico in grado di strutturare e far crescere l’idea di business nel tempo. L’idea iniziale, infatti, ha la necessità di essere pensata, progettata, analizzata e, soprattutto, pianificata la sua evoluzione. È infatti ormi prassi consolidata affermare che l’idea è l’1% mentre l’execution il restante 99%. Basti pensare che, oggi come oggi, avere paura di divulgare la propria intuizione di business perché possa essere rubata, ha poco senso. Questo in quanto il mondo è pieno di grandi idee, ma scarseggiano l’execution ben pianificate!  

Competenza e team: l'essenza di una buona execution

Affinché si possa pianificare una buona strategia che possa far decollare la Start Up, è necessario poter contare su buon TEAM completo o COLLABORATORI. Devi poter contare su persone che hanno esperienza nel loro ruolo, che credono nelle tue idee e che, soprattutto, siano in grado di concretizzarle. Considera che solo 1 start up su 10 riesce a partire, le restanti 9 falliscono. Questo non significa necessariamente che l’idea di partenza non era valida, ma molto probabilmente è legata a una cattiva, appunto, esecuzione e realizzazione. Nel team originario di una startup devono esserci tutte le skill operative e tecniche, altrimenti è impensabile partire e credere in di poter raggiungere il successo sperato!
Noi di NextADV siamo ciò che ti serve per partire: non lavoreremo per te ma CON TE per realizzare la tua idea! CONTATTACI per ottenere una consulenza!
  execution Start Up perchè falliscono Come possiamo notare dai dati divulgati da CBInsights, un team non competente, è il terzo motivo per cui le start up falliscono!  

Strutturare l’dea di business 

Steve Blank, guru del settore, definisce la Start Up come “una organizzazione temporanea progettata per cercare un business model replicabile e scalabile”. Per questo motivo è necessario che l'idea di business abbia queste caratteristiche:
  • Replicabilità: definire, cioè, un'idea che possa essere ripetuta in diverse aree geografiche e in diversi periodi di tempo, non legandola dunque solo a tendenze passeggere.
  • Scalabilità: cioè definire una strategia che dia la possibilità alla start up di crescere nel tempo. Questa scalata deve riguardare gli aspetti quali dimensione e fatturato, ma non costi.
 

Fasi per far decollare la tua Start Up

Innanzitutto, bisogna partire dal presupposto fondamentale che le Start Up di successo sono quelle che sono riuscite a soddisfare un problema o un bisogno degli utenti. Perciò, questo è il primo aspetto da cui partire prima di buttarsi in un progetto del genere. Inoltre, Alessia Camera, growth marketing manager di successo, afferma che: “Molto spesso, mi trovo nella situazione di parlare con founder che solo una volta che hanno ultimato il prodotto si dicono pronti a pensare al marketing e investire budget in campagne in campagne di Acquisition. E questo è un errore che nella maggior parte dei casi porta al fallimento." Questo conferma che, prima di investire tempo e risorse nella realizzazione concreta dell'idea, è necessario partire da una pianificazione che includa fin dal principio aspetti quale marketing e promozione. Tenuto conto di ciò, preparati ad affrontare un lungo processo che comprende:
  • Analisi, comprensione e definizione dell’idea
  • Realizzazione dell’MVP e validazione dell’idea
  • Growth Hacking, dunque promozione, crescita e accelerazione
  Credere in un progetto significa fare tutto il possibile per portarlo avanti. Ecco perché dovresti rivolgerti a noi di NextADV, una delle pochissime agenzie in Italia ad avere un team di sviluppo interno, di marketers consolidati e di Startupper esperti.
Abbiamo raccolto oltre 1 milione di euro per le Start Up con cui abbiamo collaborato!
CONTATTACI senza impegno. [post_title] => Execution, cos'è e perché è essenziale per creare la tua Start Up [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => execution-per-creare-la-tua-start-up [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-10-20 16:29:01 [post_modified_gmt] => 2020-10-20 14:29:01 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.nextadv.it/?p=5722 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw )

Execution, cos'è e perché è essenziale per creare la tua Start Up

“Non si tratta di avere delle idee. Si tratta di farle accadere” Scott Belsky, co-fond... Continua a leggere

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