Per chi fa impresa, la questione riguarda anche il prossimo investimento: quando conviene adottare una tecnologia? Quanto conta anticipare i concorrenti? E quali opportunità si aprono quando altri hanno già cominciato a sperimentarla?
Il caso Duo permette di seguire queste domande attraverso scelte concrete: la maturità della tecnologia, i componenti da integrare, il posizionamento e la preparazione del lancio.
In fondo, tra arrivare prima e offrire qualcosa che le persone scelgano c’è un progetto da costruire.
Qualcuno doveva pur fare la prima piega.
Nel 2019 il Galaxy Fold sembrava arrivato dal futuro. Un futuro ancora da sistemare, però.
Schermi danneggiati, cerniere da perfezionare e quella simpatica piega al centro del display che, all’epoca, tanto simpatica non era.
Samsung ha fatto il lavoro che spesso spetta a chi apre una categoria nuova: provare, sbagliare, migliorare e convincere le persone che sì, un telefono da quasi 2.000 dollari che si piega poteva avere senso.
Apple nel frattempo ha osservato il mercato crescere e la tecnologia maturare. Oggi entra trovando molta più strada asfaltata.
Anche per un’azienda che valuta una nuova soluzione digitale, capire quanta strada sia già stata percorsa conta. Quanto è affidabile quella tecnologia? Quali limiti ha ancora? Quanto lavoro servirà per adattarla alle proprie esigenze? Sono domande che aiutano a scegliere quando investire e a evitare che l’entusiasmo iniziale diventi un imprevisto in fase di sviluppo.
La storia della tecnologia offre diversi esempi di aziende entrate in categorie già avviate, trovando ancora spazio per cambiarle.
Prima di Google cercavamo già. Prima di iPod ascoltavamo già.
Quando Google nasce nel 1998, i motori di ricerca esistono già. Lo spazio da conquistare è nella qualità dei risultati: trovare informazioni pertinenti in un web che continua a crescere.
Google usa anche i collegamenti tra le pagine per valutarne l’importanza. Interviene così su un bisogno già servito, cercando di soddisfarlo meglio.
Tre anni dopo, Apple presenta iPod. Anche i lettori MP3 portatili esistono già: il Rio PMP300, per esempio, risale al 1998.
Apple mette insieme fino a mille brani in tasca, un dispositivo compatto e la sincronizzazione automatica con iTunes. La proposta riguarda l’intera esperienza: organizzare la musica, trasferirla e portarla con sé.
In entrambi i casi, la categoria era già aperta. Restava spazio per migliorare ciò che le persone potevano farci.
È una possibilità, questa, da considerare anche nei progetti digitali: un servizio già disponibile può lasciare bisogni scoperti, passaggi complicati o integrazioni da costruire. Individuarli aiuta a capire dove un nuovo progetto può trovare il proprio spazio.
Grazie, ci prendiamo anche lo schermo.
Torniamo al Duo, con un dettaglio quasi ironico: il suo display pieghevole è prodotto da Samsung Display.
In poche parole, Apple sfiderà Samsung sugli scaffali utilizzando una tecnologia fornita proprio dal suo principale concorrente. O quasi: Samsung Display e Samsung Electronics sono società diverse dello stesso gruppo. Tradotto in soldoni, una parte di Samsung guadagnerà anche quando qualcuno comprerà l’iPhone che prova a sottrarre clienti ai suoi Galaxy Fold.
Come puoi notare, collaborare e competere possono tranquillamente convivere nella stessa frase quando si tratta di business.
Nel momento in cui bisogna progettare un servizio digitale, una delle prime scelte riguarda proprio cosa sviluppare e quali tecnologie integrare.
Arrivare in un mercato più maturo può significare trovare componenti già evoluti su cui costruire. Il lavoro si concentra allora su come sceglierli, adattarli e farli funzionare insieme, intorno all’esperienza che si vuole offrire. Anche da qui, un’idea di business può nascere un passo avanti pur non essendo particolarmente innovativa, semplicemente grazie all’utilizzo degli strumenti attualmente disponibili per rispondere meglio a un’esigenza esistente.
Solo il 2,2%.
Nel 2026 i pieghevoli dovrebbero rappresentare appena il 2,2% degli smartphone venduti nel mondo, ma generare il 6,9% del valore delle vendite.
Pochi telefoni, in proporzione. Ma venduti a prezzi abbastanza alti da pesare sul mercato oltre tre volte la loro quota in volume.
Il Duo, inoltre, parte da 1.999 dollari. Con questo prezzo, il suo ingresso può influenzare anche la percezione degli altri modelli: accanto a un iPhone da 2.000 dollari, un Pro da 1.200 può improvvisamente sembrare un po’ meno caro.
Arrivare dopo lascia quindi aperta anche una maggiore scelta di posizionamento: quale spazio occupare e quale ruolo dare al nuovo prodotto nell’offerta dell’azienda.
Il cliente, però, deve trovare un buon motivo per spenderli. Lo stesso vale quando un’azienda investe in un nuovo servizio digitale: quale vantaggio offrirà alle persone? Sarà abbastanza rilevante da convincerle a sceglierlo? Chiarirlo prima dello sviluppo aiuta a concentrare risorse sulle funzionalità che contano e a stabilire come misurare il risultato.
Presentarlo oggi ma venderlo con calma.
Anche il calendario racconta qualcosa. Tra la presentazione del Duo e il suo arrivo nei negozi passa circa un mese e mezzo.
Questo intervallo offre tempo anche agli sviluppatori per adattare le app al nuovo formato. Perché puoi costruire uno schermo che si apre, ma se le app continuano a comportarsi come prima, hai risolto solo metà del problema.
Il calendario del lancio riguarda quindi anche ciò che deve funzionare intorno al prodotto, perché un nuovo formato acquista valore attraverso le nuove attività che permette di svolgere.
Nei progetti digitali delle aziende con cui lavoriamo succede qualcosa di simile.
Una piattaforma deve dialogare con i sistemi esistenti, un’app deve rendere semplice un’attività, uno strumento di intelligenza artificiale deve inserirsi nel lavoro delle persone.
Per questo, strategia, design, sviluppo e marketing devono procedere insieme. Il momento del lancio dipende anche da queste condizioni: integrazioni funzionanti, un’esperienza comprensibile e persone pronte a usare il prodotto.
Essere avanti sullo sviluppo è un vantaggio concreto solo quando anche il resto del progetto tiene il passo.
Ma il passo avanti è ancora da dimostrare.
Per iPhone Duo resta una domanda aperta: quale vantaggio convincerà le persone a sceglierlo?
Produttività, intrattenimento, creatività, status? Le possibilità sono diverse. Sarà l’uso concreto a mostrare quali avranno abbastanza valore per il pubblico.
Google e iPod ci ricordano che una categoria già avviata può ancora cambiare. Per il Duo, il risultato è, a tutti gli effetti, ancora da vedere. Entrare dopo offre informazioni e tecnologie più mature; trasformarle in una proposta convincente richiede altro lavoro.
Per chi investe in un progetto digitale, la verifica passa dall’uso reale: osservare dove le persone trovano valore, dove incontrano difficoltà e cosa le porta a tornare. È da questi riscontri che si capisce se il passo avanti immaginato in fase di progetto è diventato un vantaggio concreto.
Se nella tua azienda state valutando un’app, una nuova piattaforma o un progetto di intelligenza artificiale, il fatto che qualcuno sia già partito è un’informazione in più su cui lavorare.
Quali problemi ha risolto? Quali restano aperti? Cosa permette oggi la tecnologia che prima era difficile realizzare?
In Next, essere un passo avanti comincia da questa lettura. Mettiamo a fuoco il bisogno, valutiamo gli strumenti disponibili e traduciamo le possibilità in scelte di design e sviluppo.
A volte significa sperimentare subito, su un ambito circoscritto. Altre volte significa preparare dati, integrazioni e processi perché il progetto possa dare risultati. Aspettare ha un costo, così come partire senza le condizioni necessarie.
Samsung ha passato sette anni a far crescere i pieghevoli.
Ora scopriremo quanti motivi in più Apple saprà darci per aprirne uno.